Seguendo un trend purtroppo oramai comune a molte città e villaggi europei è facile notare come la popolazione di corvidi sia nettamente in aumento.
Gazze ladre (Pica pica) e cornacchie grigie (Corvus cornix) sono oramai comunissime.
Ma chi sono questi, anche se non nuovi, sempre più numerosi compaesani?
La famiglia Corvidae è presente in quasi tutto il mondo, con 25 generi e 130 specie: sono uccelli molto adattabili e di un’intelligenza straordinaria.
Già gli antichi greci si resero conto del loro acume infatti, l’antico poeta greco Esopo, nella sua favola dedicata al corvo, lo immagina mezzo morto di sete.
Il corvo trova un’anfora, ma dentro è rimasta poca acqua e non ci arriva col becco.
Gli viene allora l’idea di gettare un ciottolo e altri ancora nell’anfora, fino a fare salire l’acqua e dissetarsi. Sembrerà strano ma, ispirati proprio da Esopo recenti studi hanno dimostrato le meravigliose capacità di questi animali nel problem solving annoverandoli nello speciale club degli animali più intelligenti che, sino a pochi anni fa, era a quasi esclusivo appannaggio delle scimmie antropomorfe.
Recenti test sono riusciti anche a dimostrare, nel caso di una Gazza ladra la capacità di riconoscersi allo specchio, considerata la prova regina nell’intelligenza animale.
Anche a Stellata, il piccolo paese dove vivo, come in molti altri luoghi, è addirittura facilmente osservabile la capacità di ragionamento complesso da parte dei corvidi, nella cornacchia grigia, ad esempio, si può infatti notare l’abilità con cui lascia cadere una noce sulla lingua di asfalto per poi, una volta che un’automobile l’abbia schiacciata, andarne a prelevare il frutto oramai disponibile.
Che dire, il fascino di questi animali va ben oltre il loro aspetto fisico anche se purtroppo, la velocità riproduttiva, le sorprendenti capacità adattative, e la loro dieta onnivora potenzialmente li rende una seria minaccia per la oramai fragile e talvolta compromessa biodiversità urbana.
© Michele Zanconato